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La Pretesa

Il Giornale on line del Liceo Scientifico "Ernesto Basile"

Caserma Lungaro: presso la casa della Polizia, si presenta “Squadra Mobile Palermo, l’avamposto degli uomini perduti”

Il 24 Novembre è stato presentato il libro del professore Alessandro Chiolo, accompagnato da Francesco Accordino, ex capo della sezione omicidi della squadra mobile di Palermo. La presentazione è avvenuta all’interno della sala multimediale “Domenico Corona” della caserma Lungaro di Palermo. Alla presentazione del libro  ”Squadra Mobile Palermo, l’avamposto degli uomini perduti”, erano presenti alcuni studenti del nostro liceo, i rispettivi docenti e il dirigente scolastico, prof. Fabio Passiglia. Francesca Mannino, segretario dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato sezione di Monreale, ha da subito coinvolto professori e ragazzi, gestendo le operazioni di ingresso. I ragazzi hanno infatti avuto l’opportunità di colmare le loro curiosità, avendo la possibilità di fare domande alle varie autorità civili e militari partecipanti; tra questi erano presenti  il dott. Antonio Molinaro, primo dirigente della polizia di stato del reparto Volo di Palermo, la dottoressa Matilde Corso, primo dirigente del compartimento della Polizia Ferroviaria e il questore di Palermo, dott. Leopoldo Laricchia. In seguito il professore ha iniziato la presentazione del suo libro parlando degli uomini della Polizia di Stato caduti, eroi che hanno scelto la legalità e la giustizia oltre tutto, oltre l’indifferenza della Palermo del tempo. Ha raccontato l’episodio dell’omicidio del vice questore Ninni Cassará, la vicenda di Natale Mondo e Roberto Antiochia. L’autore è riuscito a trasmettere il sentimento di paura del tempo, una paura che persone, grandi uomini come Ninni Cassará e Natale Mondo riuscivano ad esorcizzare col loro modo d’essere. Gli studenti hanno anche avuto la possibilità di incontrare Luciano Traina, ispettore superiore in congedo della squadra mobile di Palermo e fratello di Claudio, uno degli agenti della scorta che sono morti con Paolo borsellino nel 1992, e Antonio Vullo, l’unico agente della scorta rimasto in vita dopo la strage di via d’Amelio. Questi momenti in particolare sono stati carichi di emozioni e hanno trasmesso molto ai nostri studenti. Queste testimonianze sono state apprezzate particolarmente e hanno portato tutti i presenti ad una riflessione interiore e a comprendere che ognuno può fare la differenza e portare al cambiamento, ogni piccolo gesto vale. Successivamente si è parlato del particolare periodo storico di mafia a Palermo, gli studenti hanno capito la paura e l’indifferenza che caratterizzavano la città in quel tempo. Qui ha preso parola Francesco Accordino, dirigente della sezione omicidi della Squadra Mobile già da quell’epoca che ha raccontato le storie dei membri della squadra mobile, storie appunto narrate nel libro, dove questi uomini combattevano affrontando il clan mafioso dei Corleonesi. Questa esperienza ha sicuramente lasciato qualcosa a tutti i presenti ed in particolare a noi studenti che abbiamo potuto apprezzare questo dialogo con testimonianze ed esempi di vita come quelli incontrati durante la presentazione del libro del nostro professore Chiolo.

Mjriam Castagnino, 5^A

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In aula Bunker per il trentennale della DIA

Giorno 10 Novembre, si è tenuta la celebrazione per il trentennale della nascita della Direzione Investigativa Antimafia(Dia) presso l’Aula Bunker del Carcere Ucciardone di Palermo. Il direttore della Dia, Maurizio Vallone e il presidente del Tribunale, Antonio Balsamo, hanno affrontato, con noi studenti provenienti da diverse scuole, un dibattito sul tutte le attività e azioni antimafia affrontare negli anni.

Presenti la Signora Tina Montinaro e il giornalista Enrico Bellavia.

Tutti gli interventi sono stati intervallati da brani e canti tematici inediti realizzati dagli stessi studenti

articolo di Giusy Campanella

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#Erasmusdays al Liceo Ernesto Basile

Attraverso la Manifestazione Erasmus Days “Bee Live”, organizzata dall’agenzia Nazionale Indire, il Liceo Ernesto Basile di Palermo ha parlato ai ragazzi della Biodiversità dal punto di vista urbano, scientifico ed economico.

La biodiversità è da proteggere per la salvaguardia dell’ecosistema e per salvare il capitale naturale del mondo, in quanto l’ecosistema Marino è quello più a rischio.

 

I docenti Urone e La Scala ci hanno messo a conoscenza della biodiversità, della salvaguardia di essa e degli obiettivi dell’agenda 2030. Ci hanno inoltre informato sul movimento sociale Farm-to-Fork e sui problemi che potrebbero causare il declino della biodiversità e di ciò che dovremo fare per salvaguardarla: dobbiamo agire tutti subito, riciclando e consumando meno plastica. La biodiversità della specie le comprende tutte ed è  purtroppo molto diffusa l’estinzione fra di esse, con una media di dieci specie al giorno. 

L’attuale biodiversità è molto in crisi, lo scienziato Wilson nel 2002 infatti coniò l’acronimo HIPPO che indica i problemi che ne causano maggiormente il declino. I suddetti problemi, come suggerisce l’acronimo, sono cinque: la distruzione degli habitat, le specie invasive causate a sua volta dal cambiamento climatico, l’inquinamento, la crescita demografica e infine il sovrasfruttamento della specie. In conclusione, per dare un esempio di declino, ci hanno presentato l’esempio delle persone che vanno via dal proprio paese in quanto il capitale naturale è totalmente rovinato.

I presenti alla manifestazione

Campanella Giusy 5^CSA

Federico Giuseppe 5^CSA

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Eccoci…

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di Alessandro Chiolo

La Pretesa

Eccoci, ci siamo: dopo una trepidante attesa, oggi è il giorno della messa on line de “La pretesa”, il giornale  del Liceo Scientifico Ernesto Basile che ha la “pretesa” di diventare e far diventare grandi, ma che parte umilmente utilizzando uno spazio web gratuito e con qualche restrizione.
Il nome non è chiaramente casuale e devo confessarvi che il dibattito per sceglierlo è stato abbastanza acceso e ricco di partecipazione. Alla fine “La pretesa” ha convinto tutti ed effettivamente, dietro questo nome c’è un significato che trascende la parola stessa. Dietro il nome ci stanno un gruppo di ragazzi che costituiscono la redazione di questo giornale e che nutrono “la pretesa” di farsi sentire; attenzione, “la pretesa” non è arroganza, quanto piuttosto “la pretesa” di volere essere ascoltati su temi di contenuto. In una società, dove a nostro avviso, la voce dei giovani viene messa in sottofondo per dare spazio ai più navigati, “la pretesa”, vuole essere la voce di chi troppo poco, spesso, viene ascoltato, facendo sì che si precluda ex ante un’opportunità di confronto.
Se vivi con i giovani, dovrai anche tu diventare giovane” diceva Giovanni Paolo II, ed è questo quello che il giornale vuole trasmettere: dare spazio ai giovani all’interno di un confronto che vuole essere proficuo per tutti: “la pretesa” dei giovani di essere ascoltati come adulti e quella degli adulti di essere ascoltati dai giovani. Ecco perché “la pretesa” nasce come giornalino d’istituto, ma nutre la speranza di crescere come giornale a 360* e campo di confronto. All’interno di esso troverete argomenti di vario genere, ognuno dei quali curato dai nostri giovani. I ragazzi hanno piena di libertà di pensiero; gli articoli non verranno censurati da parte mia a meno che non tendano ad offendere (sicuramente in modo involontario) qualcuno. Per questi motivi la pretesa è campo di confronto sin dalla sua nascita e spero ci perdonerete per qualche imperfezione, ma ci auguriamo di migliorarci strada facendo.
L’idea iniziale di un giornale d’istituto è stata di Antonio Campanile, oggi vice caporedattore, che ha voluto riproporre un’esperienza che anni fa il Liceo Ernesto Basile ha vissuto con il suo ex giornalino “Basilisco”, curato dal prof. Messineo; all’inizio ci siamo chiesti se fosse stato il caso di riproporre quel nome, ma dato le ambizioni che nutriamo questa volta, abbiamo voluto ricominciare da zero, assumere le esperienze pregresse, farne tesoro ma ripartire da un nuovo inizio. Il giornale non sarà esclusivamente di coloro i quali, oggi, compongono la redazione, ma anche di tutti quei ragazzi ed adulti che in esso vorranno trovare un canale per farsi sentire, proporre riflessioni ed argomenti per confrontarsi; del resto, il mandare on line il giornale nasce dall’esigenza di socializzarlo ad un pubblico più numeroso e trasversale possibile . Una porta che si apre sul futuro dei nostri giovani, ecco la Pretesa: un luogo virtuale di incontri sostanziali, un luogo dove crescere insieme, dando forma e sostanza ad idee che ci rappresentano.
Luogo di idee, “la Pretesa”, luogo di idee e di passioni, luogo all’interno di cui si coltiva ciò che sta “sotto la nostra pelle” e senza cui la “nostra pelle non avrebbe senso”.
Il riferimento appena fatto è ripreso da un editoriale di Ingrassia, sul giornale L’Ora, scritto nel 1947, in seguito alle minacce ricevute dall’omonimo giornale, da parte del bandito Giuliano, il quale minacciava di far “rimettere la pelle” ai giornalisti impegnati in quel quotidiano. Ingrassia rispondeva con un editoriale divenuto famoso, in cui così scriveva: ” La pelle è un tessuto che ha un valore se sotto ci sono tanti organi fra i quali il cervello e il cuore e quindi un’idea e una passione. Se per paura dovessimo rinunciare all’idea, a che ci servirebbe la pelle?”
L’augurio che faccio ai miei ragazzi è proprio questo: il dar valore alla “propria pelle” coltivando idee e passioni, alimentando sogni e guardando con fiducia a veri ideali, avendo la forza ed il coraggio di difenderli.
Ecco “la Pretesa” di oggi, per un giorno migliore domani: ad maiora ragazzi.

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   INCONTRO SUI DISTURBI ALIMENTARI

Il 15 Marzo 2022 è la giornata nazionale contro i disturbi alimentari che viene rappresentata dal colore “lilla”. Il nostro Liceo Scientifico Ernesto Basile, nei mesi scorsi, ha partecipato ad un progetto sull’educazione alimentare, proprio per sensibilizzare noi alunni su tale delicato argomento. Sono stati svolti diversi incontri nelle classi con una dottoressa esperta nell’alimentazione e supportata da due docenti della scuola, psicologhe, proprio per esporre i temi difficili dei disturbi alimentari soprattutto negli adolescenti. L’incontro finale di questo progetto proprio per dare significatività all’evento è stato svolto in tale data preso la nostra scuola, dove hanno presenziato alcune classi in presenza e alcune in DaD per il problema legato al covid. Dopo le presentazioni, c’è stata una rappresentazione teatrale in cui è stata messa in scena l’anoressia rappresentata come un’amicizia “tossica”, accentuando proprio il desiderio di allontanarsi da questa falsa amica che la faceva stare male, riuscendo alla fine a liberarsene sottolineando la parola rinascita. A seguito dello spettacolo si è aperto un confronto che ha riportato temi collegati allo spettacolo, l’anoressia principalmente, che è stata associata a quello che è il sentirsi vuoti socialmente, affettivamente e che psicologicamente ti porta a colmare questo vuoto con il cibo che sembra l’unico mezzo che porta ad allontanarci da qualsiasi problema. La critica da parte di se stessi o degli altri è stata oggetto di dibattito con esempi reali. L’apparire è stato discusso come uno strumento usato anche nelle pubblicità per rendere i prodotti o le aziende stesse più commerciabili attraverso l’apparizione di modelli o comunque di persone famose e belle fisicamente. Inoltre è stato presentato un video sulla storia di due ragazze con disturbi alimentari diversi, una anoressica e una obesa, (una di loro ha addirittura fatto ricorso all’autolesionismo) che è un altro tema su cui si è aperto un dibattito costruttivo in cui alcune persone hanno raccontato le proprie esperienze personali. L’incontro si è concluso lasciando uno spunto di riflessione attraverso una domanda finale: “Come avremmo potuto aiutare le ragazze?”

La storia del mare siciliano: speranza del futuro locale

 

Mercoledì 2 marzo 2022 gli studenti del gruppo PCTO giornalismo III anno, coordinati dalla nostra tutor  prof.ssa Teresa Staropoli, si sono recati presso la struttura sede del “Museo del Mare e della Navigazione Siciliana”, situata in via dell’Arsenale, 142. 

 La visita è stata prevista  per il progetto di monitoraggio civico previsto dall’associazione ASOC – Opencoesione (al quale stiamo partecipando), al fine di verificare il corretto svolgimento dei lavori; abbiamo infatti avuto modo di constatare che non sono ancora iniziati a causa di alcuni problemi di natura amministrativa. Ad accoglierci è stato l’ingegnere Pietro Selvaggio, che ricopre il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento, a cui abbiamo posto alcune domande a riguardo. Egli ci ha spiegato che i lavori consisteranno nella ristrutturazione dell’edificio; nello specifico, i locali saranno messi in sicurezza, anche attraverso interventi di ingegneria sismica. Secondo il progetto concordato, il museo racconterà la storia della navigazione del mare che circonda la Sicilia, suddivisa in sezioni disposte in ordine cronologico: dalla navigazione preistorica (che comprende le battaglie delle Eolie e le Guerre Puniche) si arriverà ai giorni nostri, passando per la dominazione romana, araba e tutte le altre che attraversato la nostra amata terra, determinandone la varietà, artistica e linguistica. Il museo darà inoltre maggior risalto alla storia e alle radici della nostra Palermo ma anche della Sicilia, permettendone l’accesso a turisti ma anche a noi stessi cittadini. 

Tra microfoni e telecamere: in visita a Mediaone!

Gli alunni del PCTO giornalismo scoprono i meccanismi    che si celano dietro le produzioni di Mediaone.

Il 10 dicembre 2021, noi ragazzi del III pcto giornalismo, del Liceo Scientifico E.Basile, con la professoressa Staropoli, tutor del percorso, ci siamo recati presso la sede di Mediaone (sita in Via Francesco Guardione 3 PA).       Questo momento è stato il nostro primo contatto con il mondo lavorativo e con la sede in cui vengono prodotte le trasmissioni. Mediaone è una realtà locale che da anni copre informazioni sul territorio regionale, con una redazione giornalistica che si occupa di realizzare quotidianamente telegiornali, trasmissioni e produzioni video. Gli impiegati di Mediaone ci hanno illustrato le fasi  che si devono rispettare nella costruzione di un programma: innanzitutto le redazioni controllano le notizie recuperate dalle fonti personali, pubbliche e dai comunicati stampa su quello che è successo in mattinata; i giornalisti scrivono un pezzo, riguardante cronaca, sport o spettacolo, lo doppiano davanti a un microfono, registrano l’audio con la voce del pezzo scritto e dentro le sale di montaggio, insieme  ai tecnici , ai montatori e ai grafici, uniscono le immagini ai testi scritti e all’audio.   Le diverse informazioni vengono presentate da un giornalista che fornisce i titoli con le notizie principali della giornata, presentate in ordine di priorità.

La visita è continuata nella zona in cui vi è la sala di regia con mixer video e audio, lo studio dove avvengono le riprese e dove vengono montate le scenografie. Nello studio sono installate anche alcune apparecchiature, tra le quali: una serie di telecamere mobili, spostabili secondo le esigenze produttive, diversi tipi di supporti per telecamere, microfoni sia di tipo fisso che radio, una serie completa di luci e accessori di illuminazione e alcuni monitor, sia di servizio che di scena. La visita a Mediaone, conclusa intorno alle 12:30,  ci ha permesso di comprendere il vero lavoro di giornalista, ciò che serve per realizzare un servizio televisivo, ma soprattutto le conoscenze e competenze utili per redigere un articolo giornalistico.

Lettera aperta di una docente contro le “false culture”.


Chi ama il proprio lavoro di docente e lo svolge con professionalità, dedizione, serietà e passione  non può rimanere  indifferente ad una affermazione che lede il diritto allo studio e alla cultura dei cittadini italiani discriminando in maniera così becera una delle materie che  fa parte trasversalmente  del curriculum di  qualsiasi ordine, grado e tipologia di scuola.
Mi riferisco alle dichiarazioni del Dott, Bertolaso ex capo della Protezione Civile attualmente consulente della Regione Lombardia per la campagna vaccinale , che in una intervista al quotidiano la Stampa il 5 gennaio 2022 ha reso pubblico  un pensiero che  in  molti purtroppo  ancora condividono a proposito del rientro a scuola in presenza  :”occorre  innanzi tutto evitare momenti di attività didattica non fondamentali come l’educazione fisica”. Mi chiedo ci sono materie non fondamentali? , materie di cui si può fare a meno e che non contribuiscono alla  formazione e alla crescita di un individuo come le altre che sono ritenute  più importanti? : l’educazione fisica, o per meglio dire scienze motorie e sportive, è la materia, per così dire non indispensabile? . Qua la pandemia non c’entra, questo è un pensiero, una convinzione di una pseudo cultura che peraltro nessuno dal ministero della pubblica istruzione   ha sentito la necessità di controbattere.
  Cio che  mette i ragazzi in relazione con i  compagni, con la natura, con  l’ambiente, ciò che  insegna comportamenti corretti, ciò che fa accrescere l’autostima, la sicurezza nelle proprie capacità, che fa mantenere una  buona salute  fisica e psichica, che  fa entrare in un mondo di valori come la  lealtà, il coraggio, l’altruismo, il sacrificarsi per un bene comune, la  capacità di lavorare in gruppo e considerarsi una parte attiva sarebbe dunque la parte facoltativa del nostro sistema di  formazione e istruzione?  La cosa importante  per il Dott.Bertolaso( laureato in medicina)  pare sia tenere gli alunni  in presenza  ogni giorno passivi, seduti, distanziati, imbavagliati, magari bombardati da immagini che computer, lim e tablet erogano unendosi così, senza soluzione di continuo, a cellulari, tv, videogiochi e quant’altro. Come docente prossima alla pensione, sono stanca di dover sottolineare quanto vale la mia materia e di  difendere la mia cultura  da attacchi che vengono da fuori ma anche, a volte , dallo stesso mondo della  scuola e della cultura.
Ragazzi, ditelo voi al mondo che il tempo passato a correre ed esercitare il corpo, l’intelligenza motoria, spaziale, emotiva, affettiva  vi fa sentire VIVI !!  E che, anche se  nel nostro vocabolario c’è il termine  “gioco”, non vuol dire  che  questo sia uno strumento didattico meno serio ed  impegnativo o  non fondamentale.
Ragazzi invitate i” tromboni” della pseudo  cultura a fare una bella e  salutare camminata se vogliono  davvero pensare e dire cose  intelligenti, perché, come dice il grande filosofo Friedrich Nietzsche :” tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina.” 
Io, per esempio, ne ho pensati un paio  mentre camminavo in montagna: raddoppiare il numero di ore di scienze motorie in tutte le scuole di ogni ordine e grado a partire dalle elementari, stanziare tutti i soldi ricevuti dall’Europa per creare spazi verdi, campi sportivi e grandi palestre arieggiate  in ogni quartiere  e vicino le scuole, rendere obbligatorio negli ambienti di lavoro specie quelli sedentari una mezz’ora di attività motoria al giorno!


Prof.ssa  Silvana  Buttitta

liceo scientifico “Ernesto Basile” Palermo.

FAI e scuola: un’esperienza indimenticabile

FAI

I ragazzi del PCTO storico-artistico partecipano alle “Giornate Fai” come apprendisti ciceroni

Tra il 22 e il 24 novembre gli alunni che fanno parte del PCTO storico-artistico, frequentanti il liceo scientifico Ernesto Basile, hanno partecipato alle “Giornate FAI per le scuole” in veste di apprendisti ciceroni. I ragazzi hanno illustrato ad alcune scolaresche e turisti la storia e l’architettura della suggestiva Chiesa arabo-normanna di San Giovanni degli Eremiti,
guidati da due volontarie dell’organizzazione, Anna
Ferrara e la ex-professoressa Scaglione, insieme alle
tutor PCTO e attuali docenti Federico e Nicotra. La
giornata è iniziata con l’affissione, sulla cancellata
perimetrale, di un manifesto che esplicitava la
collaborazione tra FAI e scuola. Le visite si sono
tenute nella fascia oraria tra le nove e le tredici del
mattino, orario in cui i ragazzi non hanno solo esposto le loro conoscenze in merito all’edificio, ma hanno anche imparato a superare la timidezza e l’ansia del rapportarsi con un pubblico estraneo. Gli apprendisti ciceroni, dopo aver

precedentemente suddiviso in più parti l’elaborato delle insegnanti, si sono posizionati, in otto piccoli gruppi, in diverse postazioni della struttura, per accogliere al meglio i visitatori. La prima era situata all’esterno, di fronte al giardino palmato del complesso; ad accompagnarli erano Domenico e Alfio, che non svolgevano solo questo ruolo, ma si occupavano anche di fornire piccoli frammenti di storia tra una postazione e l’altra. Il secondo gruppo si trovava all’ingresso del

giardino, mentre internamente il terzo gruppo spiegava le caratteristiche della palma e dei suoi frutti, i datteri. Altri due erano posizionati rispettivamente all’interno della chiesa, ormai sconsacrata, e nella sala del capitolo. Il percorso proseguiva verso il chiostro, nel corso del quale si incontrava un apprendista cicerone, che spiegava la storia dietro i resti dell’affresco raffigurante la Madonna di Trapani insieme al Bambinello. Nel chiostro si incontrava l’ultimo gruppo, posto a conclusione dell’affascinante itinerario nella chiesa arabo-normanna. Durante le giornate l’affluenza è stata abbondante; visitatori di particolare rilevanza erano le scolaresche provenienti dalle scuole Convitto Nazionale, Finocchiaro Aprile, Regina Margherita, Danilo Dolci, e una classe del liceo Basile. Durante l’ultima giornata l’attività ha riscosso un tale successo da attirare l’attenzione di due giornalisti del TG Regionale, che hanno incontrato la referente Scaglione e alcuni ragazzi, le cui interviste sono state mandate in diretta TV alle 14:00 (clicca qui per vedere il

servizio). L’attività promossa dal FAI e dall’istituto è terminata con i complimenti delle volontarie e delle professoresse, insieme a quelli dei visitatori, rivolti agli apprendisti ciceroni, che hanno svolto un ottimo lavoro. Nel corso delle giornate abbiamo raccolto alcune testimonianze da parte dei ragazzi, che riportiamo di seguito.

Ritengo che questa sia stata un’esperienza formativa dal punto di vista delle conoscenze riguardanti la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, ma anche una formazione personale, perchè oltre a migliorare le nostre capacità comunicative, parlando ad un pubblico estraneo della chiesa e della sua storia, riusciamo a comprendere che anche i posti più nascosti e piccoli di Palermo possiedono un passato che racconta di noi stessi e della nostra storia” – Alice

Essendo coetanei, non è stato difficile relazionarsi con i ragazzi. Accompagnarli durante tutto il percorso è stato molto interessante, proprio perché la gestione della visita e dei ragazzi per me è stata un’attività molto divertente. Alla fine del percorso tutti erano felici, scherzavano anche con noi guide, quindi sono stati sicuramente molto attenti e si sono divertiti.

– Domenico

“La prima visita della giornata è stata abbastanza sorprendente, perché credevo di trovare dei ragazzini disinteressati, invece ho proprio notato la loro

curiosità che mi ha portato a coinvolgerli il più possibile. Inoltre è stata anche una grande sfida che credo di essere riuscita a superare, in quanto sono molto timida.” – Greta B.

di Seggio Rita e Sclafani Monica

Cibo-Vini-Cultura

Durante la settimana della cultura alcuni ragazzi della nostra scuola hanno preso parte al progetto cibo-vini-cultura, organizzato dall’Associazione Castello e Parco di Maredolce, che si è tenuto venerdì 1 Ottobre in auditorium. I ragazzi dell’istituto professionale alberghiero Pietro Piazza hanno presentato la proiezione di video e foto del risultato di alcuni dolci preparati per due concorsi di livello nazionale e internazionale. Due concorsi che  i ragazzi hanno vinto ricevendo premi importanti per la loro scuola: materie prime di qualità, strumenti da lavoro, denaro che sicuramente  l’istituto investirà  per i propri studenti… e, inoltre, anche premi individuali, come la partecipazioni a corsi di cucina di prestigio. Lo scopo del progetto era quello di valorizzare il territorio con i suoi prodotti tipici e possiamo dire che i ragazzi hanno fatto un lavoro splendido! I due tipi di dolci prodotti dai ragazzi sono stati rispettivamente il “morbido al sanguinello di Sicilia” e il “Marzalin”.  Due pasticcini che ci hanno colpito, osservando il duro lavoro nella preparazione e che ci hanno fatto venir voglia di catapultarci ai fornelli per riprodurre le ricette.

Il morbido al sanguinello di Sicilia è un dolce che non ama il freddo e che rappresenta al massimo la nostra terra. È infatti composto da una nostra agrumica eccellenza siciliana: l’ Arancia Rossa di Sicilia. Il  sanguinello che possiamo trovare alle  pendici inospitali dell’Etna e nella fertile piana di Catania, arriva a maturazione tra marzo e aprile; All’interno del nostro dolce possiamo trovare le mandorle della  Val di Noto. Sono state utilizzate anche le nocciole dei Nebrodi,  originarie  della provincia di Messina. Potremmo quindi dire che questo dolce racconta un percorso esperienziale che evoca ambienti, suscita atmosfere, racconta usi millenari, diventa conoscenza del territorio, della sua storia e della sua cultura.

 E poi troviamo il Marzalin , un prodotto che unisce i sapori e la cultura della nostra terra con quelli della Francia. Il protagonista di questo pasticcino è il mandarino tardivo di ciaculli, il quale cresce a Marzo (da qui anche il nome), a base di cioccolato bianco. Ma un’altra eccellenza della biodiversità sicula che ritroviamo è il pistacchio di Raffadali, tipicamente agrigentino, e i cristalli di Sale di Trapani.

Miriam Castagnino

Classe 5^ A

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