di Antonio Campanile

 

Molto spesso si parla della filosofia e di questo amore per il sapere che, sorprendentemente, accomuna tutti gli uomini. Ma da cosa nasce il bisogno di fare filosofia? Si potrebbe dire, quasi sarcasticamente, che esso nasca dalla scuola, dato che è lì che in effetti, per la prima volta, si entra in contatto con la materia? Io sicuramente, rifiuto questa tesi, a meno che per filosofia non si intenda, appunto, semplicemente una materia di tipo nozionistico; per me, dopo tre anni passati a studiarla, posso dire che amo non tanto la materia in sé ma proprio l’essenza più profonda della filosofia, il filosofeggiare che porta il singolo a porsi quelle domande che non solo lo rendono più vicino al suo tempo ma che sono anche interrogativi che sono propri dell’essere umano. La filosofia non ha età, non ha luogo o popolo, è insita nell’uomo, nata con lui: da Talete di Mileto ad Umberto Eco, essa ha mutato le proprie domande ma non la propria essenza. E tu caro studente liceale che forse non sai che il liceo è nato dall’idea di un filosofo e che tra tutte le materie quella che forse più ti colpirà è proprio quella materia che è la meno pratica, della quale si critica troppo spesso l’inutilita’, sappi che un un modo o nell’altro ne rimarrai colpito, forse positivamente, forse negativamente, ma sicuramente non ti lascerà indifferente. Tu caro studente liceale oltre la scuola e oltre questa età leggera e fugace ricorda di non trascurare mai i tuoi interrogativi, di chiederti sempre il perché del perché; non dimenticare che il porsi domande è insito nel concetto di filosofia, è una parte di noi che anche non volentieri, siamo “costretti” a portarci dentro.
“Il filosofo non è l’uomo che fornisce le vere risposte; è quello che pone le vere domande”
-Claude Levi Strauss

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