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di Antonio Campanile

La materia è presente nell’universo in quattro stati: solido, liquido, gassoso e plasma; ciò è dovuto al variare delle condizioni chimico-fisiche a cui è sottoposto un dato elemento: se l’acqua si riscalda diventa vapore, se si raffredda diventa ghiaccio, se è scissa in idrogeno e ossigeno come dentro il sole diventa plasma. La cosa fantastica è che tutti gli elementi seguono questa legge di natura poiché sono tutti formati da atomi, come già intuito da Democrito di Abdera: egli sosteneva che dividendo continuamente la materia si arriva al punto da trovare qualcosa di infinitamente piccolo e semplice e dunque indivisibile, l’atomo. La società umana si può riassumere negli stati della materia sopraindicati: può essere solida ovvero guidata da differenze e certezze con dei valori ben radicati che rendono uniche e immutabili le parti; oppure può essere liquida dunque senza certezze e differenze, globale come l’acqua che copre e occupa tutta la superficie del suo contenitore (in questo caso il pianeta); o ancora gassosa e plasma ma qui ancora non si è arrivati. La differenza principale tra stato solido e liquido è che nel solido gli atomi sono aggregati in molecole le quali sono ben separate tra loro mentre in quello liquido gli atomi sono sì aggregati in molecole ma esse sono in posizioni tra loro confuse e mutevoli. È sbalorditivo quanto questa descrizione sia simile a quella della nostra società: noi siamo atomi (singoli uomini) e ci aggreghiamo in molecole variamente complesse tra loro legate (famiglia, amici, partiti politici) e tutti insieme formiamo la società, questa però negli ultimi 200 anni si è sciolta, è mutata oltre ogni immaginazione. Siamo passati da 1 miliardo e mezzo del 1850 a 7 miliardi e mezzo del marzo 2016; siamo passati dall’avere la velocità massima del treno a vapore ad andare nello spazio in poche ore; siamo passati dal considerare il tempo in funzione della religione a vederlo in ottica commerciale; dal considerare la natura come divinità a renderla una preda; dal vivere al massimo 60 anni a superare i 100; dall’aver paura delle malattie al ridare la vista ai ciechi, l’udito ai sordi, cambiare le parti del nostro corpo con altre prodotte in laboratorio, cambiare addirittura il nostro sesso; produciamo energia da tutto copiando pure la fusione nucleare del sole mentre prima eravamo a lume di candela; abbiamo abbattuto le barriere degli stati diventando un enorme stato mondiale e per ultimo abbiamo copiato la vita realizzando esseri a nostra immagine e somiglianza. Tutto ciò si è realizzato con tale velocità che ha portato la nostra società a diventare liquida: liquidi i nostri stati, liquidi i nostri gruppi sociali, liquida la nostra morale. Il prodotto di questa nuova società così veloce e connessa e bella e grande e vivace è quello di aver negato la nostra umanità; all’inizio del secolo scorso il tedesco Nietzsche proclamò:”Trasvalutazione di tutti i valori” teorizzo’ la venuta di una nuova umanità fatta di superuomini con dei nuovi valori. Dopo le due guerre mondiali Hemingway disse:”Avevamo un dio ma abbiamo ucciso anche lui” e nessun superuomo lo sostituì. Il progresso della tecnica prova a varcare continuamente le colonne d’Ercole della morale, prova a cancellare Dio, portando l’uomo a guardare esclusivamente al suo io. La nostra è l’epoca dell’Homo Economicus, in un tempo privo di certezze l’unica certezza, morale e religione diventa l’ego, il denaro, l’io. Rabbrividisco al solo pensiero. Abbiamo bisogno di ritrovare la nostra umanità, dare senso al nostro essere riscoprendo il valore dell’altro a scapito del nostro io. Abbiamo bisogno di ridare vigore alla ricerca scientifica, prediligendola alla tecnica.

“Conosciamo il prezzo di tutto ma il valore di niente”
-Friedrich Nietzsche

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