Ora più che mai sento il bisogno di scrivere, In questi giorni che ci avvicinano alla fine di un lungo anno scolastico che ha visto me e i miei compagni protagonisti di tante esperienze e  ha regalato  nuovi stimoli per la nostra crescita culturale e personale. Per me è importante raccontare ciò che ho imparato più di qualsiasi altra cosa durante quest’ anno scolastico, ovvero l’Amore per la mia città!

Prima di ora non avevo mai alzato gli occhi per osservare quello che mi stava attorno. Tutto questo è stato possibile grazie all’esperienza di ASL ( sì, possono esserci anche dei lati positivi!)

Palermo è una donna, una madre e una figlia, perché con la sua indiscussa eleganza, la sua dolcezza e il suo protagonismo ci dona giorno per giorno dei nuovi motivi di orgoglio.

E proprio come una donna è stata più volte violata nella sua bellezza, nella sua purezza da quella bestia infame che è la criminalità, la Mafia.

Ed ecco come la nostra Palermo cade negli abissi, per l’Italia, per l’Europa ma ancora peggio per noi Siciliani.

Stanchi e pieni di vergogna ce ne andiamo in giro con il viso basso per evitare quella fatale domanda “Di Dove sei?” che ci vede costretti ad una risposta che avrà come conseguenza sempre il solito commento “Siciliani-Mafia”.

Come se tutta la Sicilia, come se la nostra Palermo si limitasse a tutto ciò.

Per questo ogni Siciliano tende ad emigrare, convinto che fuori ci sia la vera vita, come se lì fuori avessimo un nome e un cognome nostro. Senza avere la paura di essere giudicati e mal visti perché identificati con quest’indole criminale.

Noi ragazzi andiamo via; nessuno vuole più investire o studiare nella nostra città. Qualsiasi altra università è migliore della nostra. Ormai per noi è da considerare anormale chi decide di restare, perché il contesto in cui siamo cresciuti ci ha inculcato che in un futuro luogo di lavoro non avremo mai un posto dignitoso quanto chi ha una laurea nelle altre università.

E per me è sbagliato, perché anche la nostra Terra si merita di partorire grandi menti  e giovani che saranno il futuro. La nostra Palermo sente il bisogno di essere guardata con occhi diversi. Quegli stessi occhi che sto imparando ad aprire nel momento in cui ho lasciato a casa i miei pregiudizi e la mia paura e mi sono abbandonata alla bellezza della mia città. Inizialmente non ho sentito nulla, solo un gran frastuono… gente che parla al cellulare, coppie che litigano, bambini che piangono una sorte di marasma che si espande minuto per minuto. Poi all’improvviso ho notato come mettendo a tacere la mia mente e soprattutto la mia paura ho iniziato a sentire con il cuore la musica di quella cultura che nasce nella mia città già 2700 anni fa (circa). Basta girarsi intorno per vedere come ogni dominazione abbia lasciato una parte di sé che continua a vivere ancora oggi attraverso di noi.

Ho iniziato a guardare meno l’orologio e meno il cellulare e a camminare girando il volto sia a destra che a sinistra ed ho scoperto le meraviglie. Ogni vicolo è ricco di chiese, oratori, ville ed edifici che variano dallo stile Arabo-Normanno al Liberty.

Quanti sono i posti da  visitare e quanti ancora da conoscere!

Ma la nostra Palermo è  così ricca di contraddizioni…

È ricca di povertà e povera di carità, è piena di bellezza e vuota di gente che l’apprezza, c’è tanta brava gente che viene uccisa da poca mala gente. Forse oggi , assaporando un po’ di più la mia amata Palermo, mi sono resa conto di quanto i magistrati, i poliziotti e tutti coloro che hanno donato la loro vita per rendere la nostra città una città migliore non sono stati dei pazzi perché hanno scoperto ,ancora prima di me, la bellezza e l’hanno voluta preservare. Noi, come loro eredi, abbiamo il dovere di continuare a combattere per la nostra Terra. Alcuni ragazzi già si sono prodigati nel creare associazioni ed eventi che rivalutano molti monumenti, chiese e soprattutto molte zone della città con la speranza di dare una nuova coscienza agli adulti ma soprattutto alle nuove generazioni. Una di queste è la cooperativa ” Terradamare”, che ha seguito la mia classe nel percorso di ASL, e che ci ha regalato l’opportunità di vivere una zona (forse troppe volte denigrata) che è quella del mercato di Ballaró. Così ricca  e varia di  colori, profumi e vere e proprie opere d’Arte come la chiesa di S.Chiara, la chiesa del Carmine Maggiore e la Torre di San Nicolò. Delle bellezze senza tempo, a volte dimenticate. Il nostro percorso di formazioni si concluderà con l’esperienza di ” Ballaró Espò”, una delle tante iniziative sostenuta da tutte le associazioni della zona di Ballaró che rivendicano la specialità di quei luoghi.  Il 4-5-6 Maggio avremo l’opportunità di sperimentare sul campo cosa significa vivere, amare e far conoscere la propria città. Così come ci hanno trasmesso i ragazzi di Terradamare e tutte le altre persone che ci hanno accompagnati in questo percorso di “innamoramento” ( potremmo dire ) alla bellezza della nostra città di Palermo.

Penso che la coscienza del Siciliano che ama la sua città si possa racchiudere nel pensiero del nostro amato Sciascia, che da buon Siciliano  ha riconosciuto il potenziale della nostra Terra dicendo “ Incredibile è L’Italia: e bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l’Italia.”

Rallo Maria Lucrezia, Liceo Scientifico Ernesto Basile 3C

 

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